Il mondo delle api era oggetto di studio da parte di illustri filosofi e studiosi come Aristotele e Elenio fin dal terzo secolo a.C. Nel 1600 la scoperta del microscopio rivoluziona il metodo delle investigazioni, riuscendo così a dare spiegazioni scientifiche a molti fenomeni finora inspiegabili.
Il 1700 segna la svolta per quanto riguarda la ricerca sulle api, e si annoverano numerosi studiosi che ci hanno lasciato spunti e conoscenze, come lo studioso A.G. Schirach, a cui si deve la sperimentazione dei primi sciami artificiali nonché la creazione della prima scatolina di legno con rete per l'introduzione dell' ape regina nell'alveare (1771); F. Huber a cui si deve la scoperta del processo di fecondazione della regina da parte dei fuchi (1814) e C.P. Dadant ,che inventò l'arnia a libro per l'osservazione della vita delle api (1927): attraverso le sue dettagliate osservazioni e indicazioni operative, diventate poi patrimonio dell'apicolutra mondiale, noi oggi siamo a conoscenza dei dettagli del fenomeno della partenogenesi.
In seguito è l'attività e l'esperienza documentata di apicultori come Dierzon e il tedesco Hermann (1800) che indica le linee guida per l'allevamento dell 'Apis mellifica ligustica, razza autoctona italiana, nota per la sua mansuetudine, prolificità e produttività, esportata da li a poco tempo in Europa e in America, da dove arrivano le prime notizie certe sull'allevamento delle api regine: da ricordare tra coloro che apportarono innovative tecniche di allevamento sono Goosey, a cui si deve l'invenzione e utilizzo del primo cupolino di cera, brevettato dall'orologiaio Wankler e poi venduto all'apicoltore americano Fr. Benton; Doolittle escogitò l'escludi regina e il traslavatore mentre E.L. Pratt inventò lo starter (iniziatore) e dimostrò la possibilità di allevare quantità fino a 30 regine al mese.
In seguito l'Italia si è trovata a sostenere una coltura apicola tra le più fiorenti, esportando all'estero l'ape mellifica ligustica, così come con il tempo molti apicoltori e studiosi si trasferirono nella Penisola collaborando e dando vita a grandi aziende come le Aziende Tortora, Penna, Piana.